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...........:: Introduzione
.........Dr.ssa Annette Stabell
..................Curatrice, Giugno 2003..........................................
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Per uno storico dell'arte, l'osservare i quadri di Giuseppe Carta evoca immediate associazioni alle nature morte del pittore barocco italiano Caravaggio e alle nature morte, spesso rappresentate nelle sue opere di carattere religioso. L'effetto di chiaro-scuro, creato dalle ombre proiettate che si alternano ad una intensa illuminazione, è un trato caratteristico della drammatica scenografia barocca che si afferma con toni altrettanto dominanti nelle rappresntazioni di Giuseppe Carta.
Nella scelta degli oggetti, Giuseppe Carta non si allontana molto dalle nature morte della pittura barocca. Gli oggetti comprendono un registro di libri rilegati in pelle - vecchi e lisi - bicchieri di uso quotidiano e bicchieri artisticamnete lavorati, ceste finemente interecciate, frutta matura o avvizzita e vegetali, rustici boccali in terracotta e soprattutto vecchie tavole contadine, ricoperte o meno da tovaglie bianche, meticolosamnte ricamate, appartenenti ad epoche passate.
Tutto sembra raccolto e scelto con una percezione delle qualità sensuali dei materiali, accostati l'uno all'altro, in una variazione di costellazioni. E' evidente che l'artista nelle sue coposizioni cerchi intenzionalmente di raggiungere un feffetto di interazione tra gli oggetti che riflettono la luce, tra i quali il vetro è l'elemento sovrano - e i materiali dei tavoli e dei boccali in terracotta non smaltati, che assorbono la luce. Atrettanto caratteristico è il modo in cui Giuseppe Carta evidenzia i contrasti tra il robusto, il grezzo e il rustico (tavoli, boccali in terracotta e ceste) e la fragilità del vetro di Murano artisticamente elaborato.
Nonostante l'ispirazione delle pitture barocche è tuttavia indubbio che le nature morte di Giuseppe Carta poggino sul terreno della moderintà con il loro stile pittorico neoralista e la minuziosa nitidezza della ridondanza di dettagli, propria del realismo fotografico. Anche se i vecchi maestri italiani e olandesi, con la loro predilezione per il genere della natura morta, riproducevano il motivo con una estrema cura del dettaglio, essi tuttavia non disponevano delle capacità rivelatrici dell'obbiettivo della macchina fotografica, capace di svelare con clinica precisione la realtà e tutte le sfaccettature del gioco di luci e ombre. Sia sul piano artistico che tecnico, le nature morte di Giuseppe Carta sono quindi ancorate sia alla tradizione classica che alle successive conquiste tecniche.
Utilizzando la pittura ad olio Giuseppe Carta ottiene quella brillantezza che permette alle sue nature morte di apparire tanto realistiche da raggiungere, in alcuni casi, la caratteristica di dipinti trompe-l'oeil. Riuscire a sedurre l'osservatore per fargli tendere la mano verso gli oggetti solo per scoprire il capriccioso inganno dell'illusione, è un genere che in ogni epoca ha affascinato gli artisti di ispirazione realistica. Si percepisce inoltre come Giuseppe Carta nelle sue composizioni diventi sempre più ardito.
Sfida se stesso con intricate composizioni di bicchieri di ogni genere, li ruota, ciascuno in una sua direzione, per provocare una variazione o una moltidudine di riflessi di luce. Il risultato può esseere un conglomerato di bicchieri, l'orchestrazione di un serraglio di vetri il cui titolo Composizione di ... o Sinfonia di vetri è testimonianza dall'altra grande passione dell'artista: la musica.

Di che cosa trattano dunque, queste composizioni di oggetti vecchi e nuovi, scelti e composti, con l'occhio ponderato dell'artista, in una nuova espressione pittorica? Quale è l'idea dell'artista o il suo messaggio? La dimensione musicale è stata menzionata e compare nelle ultime opere dell'artista come suoni e risonanza visive . percepibili forse anche all'ascolto?
Il vuoto intorno alle composizioni è eloquente e pervaso da sfumature metafisiche. Il simbolismo negli accostamenti tra i tavoli e i rustici boccali in terracotta e la raffinatezza del vetro è indizio di un contrasto, o di un confronto, tra la cultura contadina italiana e la cultura raffinata. Questa consapevole complessità nella scelta del motivo può essere interpretata come un incontro tra la cultura sarda, nella quale Giuseppe Carta è cresciuto, e la cultura elitaria, dato che entrambe lo hanno formato come artista e come uomo.
Le nature morte con i vecchi libri, segnati dall'uso di una "vita contemplativa", così come i tavoli contadini, portano la testimonianza di una vita vissuta e della vanitas.Un "memento morì" in versione moderna. Nei motivi con frutta e vegetali la vanitas si rivela nei suoi stadi maturità e decomposizione. Come nelle rappresntazioni dei girasoli di van Gogh, si individua in Giuseppe Carta la stesa predisposizione a trasferire qualità umane ai frutti della terra.
Le immagini non sono solo ciò che apparentemente rappresentano, ma sono portatrici di racconti di trascendnza - della mutevolezza e della vanità della cultura, della natura e dell'esistenza umana.

 
 
 
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Creato: 07.05.2007 - Webmaster: Alessandra Carta - Ultimo Aggiornamento: 02.09.2010