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Per uno storico dell'arte, l'osservare i quadri di Giuseppe Carta
evoca immediate associazioni alle nature morte del pittore barocco
italiano Caravaggio e alle nature morte, spesso rappresentate nelle
sue opere di carattere religioso. L'effetto di chiaro-scuro, creato
dalle ombre proiettate che si alternano ad una intensa illuminazione,
è un trato caratteristico della drammatica scenografia barocca
che si afferma con toni altrettanto dominanti nelle rappresntazioni
di Giuseppe Carta.
Nella scelta degli oggetti, Giuseppe Carta non si allontana molto
dalle nature morte della pittura barocca. Gli oggetti comprendono
un registro di libri rilegati in pelle - vecchi e lisi - bicchieri
di uso quotidiano e bicchieri artisticamnete lavorati, ceste finemente
interecciate, frutta matura o avvizzita e vegetali, rustici boccali
in terracotta e soprattutto vecchie tavole contadine, ricoperte
o meno da tovaglie bianche, meticolosamnte ricamate, appartenenti
ad epoche passate.
Tutto sembra raccolto e scelto con una percezione delle qualità
sensuali dei materiali, accostati l'uno all'altro, in una variazione
di costellazioni. E' evidente che l'artista nelle sue coposizioni
cerchi intenzionalmente di raggiungere un feffetto di interazione
tra gli oggetti che riflettono la luce, tra i quali il vetro è
l'elemento sovrano - e i materiali dei tavoli e dei boccali in terracotta
non smaltati, che assorbono la luce. Atrettanto caratteristico è
il modo in cui Giuseppe Carta evidenzia i contrasti tra il robusto,
il grezzo e il rustico (tavoli, boccali in terracotta e ceste) e
la fragilità del vetro di Murano artisticamente elaborato.
Nonostante l'ispirazione delle pitture barocche è tuttavia
indubbio che le nature morte di Giuseppe Carta poggino sul terreno
della moderintà con il loro stile pittorico neoralista e
la minuziosa nitidezza della ridondanza di dettagli, propria del
realismo fotografico. Anche se i vecchi maestri italiani e olandesi,
con la loro predilezione per il genere della natura morta, riproducevano
il motivo con una estrema cura del dettaglio, essi tuttavia non
disponevano delle capacità rivelatrici dell'obbiettivo della
macchina fotografica, capace di svelare con clinica precisione la
realtà e tutte le sfaccettature del gioco di luci e ombre.
Sia sul piano artistico che tecnico, le nature morte di Giuseppe
Carta sono quindi ancorate sia alla tradizione classica che alle
successive conquiste tecniche.
Utilizzando la pittura ad olio Giuseppe Carta ottiene quella brillantezza
che permette alle sue nature morte di apparire tanto realistiche
da raggiungere, in alcuni casi, la caratteristica di dipinti trompe-l'oeil.
Riuscire a sedurre l'osservatore per fargli tendere la mano verso
gli oggetti solo per scoprire il capriccioso inganno dell'illusione,
è un genere che in ogni epoca ha affascinato gli artisti
di ispirazione realistica. Si percepisce inoltre come Giuseppe Carta
nelle sue composizioni diventi sempre più ardito.
Sfida se stesso con intricate composizioni di bicchieri di ogni
genere, li ruota, ciascuno in una sua direzione, per provocare una
variazione o una moltidudine di riflessi di luce. Il risultato può
esseere un conglomerato di bicchieri, l'orchestrazione di un serraglio
di vetri il cui titolo Composizione di ... o Sinfonia di vetri è
testimonianza dall'altra grande passione dell'artista: la musica.
Di che cosa trattano dunque, queste composizioni di oggetti vecchi
e nuovi, scelti e composti, con l'occhio ponderato dell'artista,
in una nuova espressione pittorica? Quale è l'idea dell'artista
o il suo messaggio? La dimensione musicale è stata menzionata
e compare nelle ultime opere dell'artista come suoni e risonanza
visive . percepibili forse anche all'ascolto?
Il vuoto intorno alle composizioni è eloquente e pervaso
da sfumature metafisiche. Il simbolismo negli accostamenti tra i
tavoli e i rustici boccali in terracotta e la raffinatezza del vetro
è indizio di un contrasto, o di un confronto, tra la cultura
contadina italiana e la cultura raffinata. Questa consapevole complessità
nella scelta del motivo può essere interpretata come un incontro
tra la cultura sarda, nella quale Giuseppe Carta è cresciuto,
e la cultura elitaria, dato che entrambe lo hanno formato come artista
e come uomo.
Le nature morte con i vecchi libri, segnati dall'uso di una "vita
contemplativa", così come i tavoli contadini, portano
la testimonianza di una vita vissuta e della vanitas.Un "memento
morì" in versione moderna. Nei motivi con frutta e vegetali
la vanitas si rivela nei suoi stadi maturità e decomposizione.
Come nelle rappresntazioni dei girasoli di van Gogh, si individua
in Giuseppe Carta la stesa predisposizione a trasferire qualità
umane ai frutti della terra.
Le immagini non sono solo ciò che apparentemente rappresentano,
ma sono portatrici di racconti di trascendnza - della mutevolezza
e della vanità della cultura, della natura e dell'esistenza
umana.
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